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Congresso nazionale a Palermo: ecco le proposte della Campania | Stampa |
Scritto da Andrea Nastri   
giovedì 07 febbraio 2008
Si sono aperti ieri i lavori del settimo congresso nazionale degli architetti italiani a Palermo, tema: conoscenza, competitività, innovazione, verso una democrazia urbana per la qualità. Incontri e premiazioni si susseguiranno fino a sabato pomeriggio nelle sedi messe a disposizione dall'ordine palermitano. Un'occasione per fare il punto sulla situazione dell'architettura italiana in vista del congresso mondiale dell' Uia (International Union of Architects) che si terrà per la prima volta in Italia, a Torino, tra il 30 giugno ed il 2 luglio.

La tre giorni palermitana conclude la fase dei congressi provinciali e regionali, che ha visto gli architetti campani riunirsi lo scorso dicembre ad Avellino. Definite in quella sede le linee guida da portare all'incontro di Palermo, sintetizzate in un documento redatto dall'ordine di Benevento a nome di tutti gli ordini della Campania. Il testo individua alcuni "punti critici della professione": la crisi della fiducia nelle professioni e nei professionisti, la conseguente mancanza di autostima della categoria e la sua subalternità nella società che muta sempre più rapidamente, la necessità di una modernizzazione della professione e degli stessi ordini, la questione della formazione.
Tra i temi in discussione al congresso di Palermo quello centrale riguarda la "democrazia urbana per la qualità", intesa come "motore di innovazione", battaglia cruciale in un paese in cui negli ultimi decenni, di democrazia così come di qualità ce n'è sempre stata poca in fatto di architettura.

Secondo Raffaele Sirica, presidente del consiglio nazionale degli architetti, paesaggisti, pianificatori e conservatori ed ex leader degli architetti napoletani, le vie da seguire sono due. La prima passa per una riforma delle professioni intellettuali che argini la tendenza recente ad equiparare il contributo del professionista a quello di un qualsiasi prestatore d'opera e la professione stessa all'impresa; si veda al riguardo la recente battaglia contro il d.d.l. del governo e la raccolta di firme per una proposta di legge alternativa, che ha visto gli ordini della Campania in prima fila. La seconda necessità, improrogabile, è quella di un maggiore impulso alla pratica del concorso di architettura, unico mezzo davvero democratico per garantire sia la qualità dei progetti che il coinvolgimento dei giovani nell'attività professionale e nella trasformazione del territorio, in un paese in cui ai giovani viene spesso dato pochissimo spazio per affermare le proprie idee e le proprie capacità. Altro tema, quest'ultimo, da anni al centro dell'attività degli ordini della nostra Regione.

Tra i temi al centro dei dibattiti ci saranno poi le emergenze legislative legate alle scadenze del governo e del parlamento: il regolamento del codice degli appalti e le nuove norme sulla sicurezza nell'edilizia, oltre alla stessa riforma delle professioni intellettuali. Ed ancora i temi della formazione e dell' aggiornamento professionale, della natura del rapporto tra architetto e il mercato (dalla finanza di progetto alle procedure negoziate pubblico-privato, dal rapporto tra progettisti e impresa al facility management), del rapporto tra progetto, ambiente e fonti rinnovabili.

 
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