Gli Ordini degli Architetti della Campania federati hanno designato l’architetto Riccardo Dalisi ad elaborare un progetto-mostra che li rappresentasse al XXIII Congresso Mondialie UIA di Torino.
Sulla scorta di incontri e riflessioni gli elaborati e l’allestimento relativo, con un sistema che si potrebbe definire neopittografico, mostrano l’importanza vitale di tornare ad un’architettura-natura. Assai più che rispettosa, assai più che ben ambientata essa sarà definibile soltanto attraverso un nuovo sogno.
Ogni nuova architettura nasce da un sogno. Proprio perché finora è stato troppo costruito, ed assai spesso mal costruito, il compito professionale e progettuale (ed anche politico ed imprenditoriale) si presenta dinnanzi a noi assai vasto e variegato. Risanare, ricomporre, reintegrare, ri-irrorare di verde il nostro territorio. Ciò vale per i giovani sia per i non più giovani architetti, sia per i piccoli che per i grandi imprenditori, per tutti quelli che hanno a cuore il destino del nostro territorio. La nuova architettura potrà chiamarsi anche della “decrescita”, secondo l’idea guida di Serge Latouche, economista impegnato assieme ad altri pensatori della nostra epoca. È stato affrontato anche l’altro tema, quello dei rifiuti, problema cruciale che investe in questo momento la Campania. Il progetto Campania-Risanata, titolo centrale dell’allestimento, propone di riconsiderare i rifiuti non più tali bensì come potenzialmente utili, anzi “preziosi”. A tal fine, simbolicamente ne offre ad ogni visitatore un frammento.
I rifiuti preziosi
di Riccardo Dalisi
L’idea capovolgente circa i rifiuti è che posseggono una certa loro “preziosità” perché da essi possono trarsi varie ed inaspettate risorse, da quelle energetiche ai materiali di base come metalli, plastiche ecc. Essi richiedono inoltre cura, intelligenza, dedizione, diligenza, solidarietà, generosità e inventiva. Richiedono capacità di strategia e lavoro per tanti che non ne hanno.
Sono dunque occasione di sviluppo di qualità sociali ed umane formidabili. È importante che li si consideri così, un’occasione in più direzioni. Il solo cominciare a vederli, a sentirli, a concepirli in questo modo aiuta a cambiare le cose. A tal fine per l’esposizione di Torino gli architetti campani hanno pensato di mettere in appositi contenitori ben disegnati (a forma della regione) un insieme di migliaia di sagome colorate e non, in metallo ed in cartoncino con forme elementari e riconoscibili anche dai bambini (il cuore, l’uccellino ecc.). Ciò a disposizione di tutti, a simboleggiare la preziosità dei materiali di rifiuto. Occorre sottolineare questo aspetto che non dice nessuno.
La raccolta differenziata porta ad un contatto diretto, capillare con i rifiuti. L’avere in mente che l’umido diviene composta utilissima per la campagna, che la plastica va riciclata dall’industria che oggi invece è costretta a far venire da fuori la materia prima, che i cartoni e la carta possono diventare risorsa direi anche per gli artisti è cosa oggi indispensabile.
Risorsa di ispirazione in tutti i modi che la libera creatività vorrà portare. A questo proposito, gli architetti non devono e non possono sottrarsi al grande tema “mondiale”, al tema del tema dell’oggi.
E Napoli ne è solo un simbolo perché il tema serpeggia a livello globale. Occorre procedere anche a rivedere le modalità del consumo ed ecco che nascono l’architettura ed il design della “decrescita” entro l’economia, l’urbanistica, le tecnologie (entro la filosofia è già in atto), la linguistica e l’arte.