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Da Torino una nuova speranza per l'architettura | Stampa |
Scritto da paolo pisciotta   
lunedì 01 settembre 2008

E' calato il sipario sul XXIII Congresso Mondiale degli Architetti e da Torino parte una nuova sfida per gli architetti e l'architettura dell'intero pianeta.

E' tempo di bilanci e, con grande soddisfazione, possiamo avanzare alcune significative riflessioni su come questo Congresso abbia rappresentato per tutti gli architetti, e non solo, un momento di svolta epocale. Un primo significativo dato è rappresentato dal fatto che per la prima volta, grazie al sapiente lavoro svolto in sede internazionale da Raffaele Sirica, presidente del Consiglio Nazionale, è stata scelta l'Italia, e per essa Torino, per ospitare i lavori congressuali.

L'aver indicato Torino, è stata una scelta felice, grazie anche alla capacità di questa città di aver sostenuto con grande “dignità urbana” tale evento internazionale, rappresentandosi con la sua migliore immagine di modernità urbana fatta di architetture contemporanee.

Non da meno è il “Manifesto” uscito dai lavori congressuali, il cui spessore etico e civile è da accreditare anche al sapiente e competente lavoro svolto da Aldo Loris Rossi, e questo, da architetti napoletani, non può che riempirci di orgoglio. Torino è stata l'occasione per allargare il fronte di quanti hanno capito che il futuro economico e sociale del nostro pianeta si gioca sulla linea della difesa dell'ambiente. Tale tema, centrale nei lavori congressuali, ha contribuito a rafforzare negli architetti la consapevolezza della responsabilità sociale in questo futuro scenario.

Chi progetta case o città non può esimersi dall'essere portatore di valori etici da esprimersi nel complesso meccanismo economico e gestionale del progetto di architettura. Non solo qualità tecnologica eco/sostenibile, ma anche qualità dell'architettura. Tema tra l'altro affrontato anche dal Ministro Bondi, che a Torino ha assunto l'impegno, poi rispettato, di riproporre al Consiglio dei Ministri la Legge Quadro sulla Qualità dell'Architettura. Una legge che pone al centro delle sue azioni il tema dei concorsi di architettura tesi ad elevare la qualità delle proposte progettuali e garantire al cittadino l'architettura quale diritto sociale.

Questo nuovo scenario legislativo mira a spostare il livello della competizione, da un piano puramente quantitativo dove i parametri di scelta sono affidati alla quantità dei progetti e al valore del portafoglio, a quello del valore della qualità, dove la scelta del progettista è affidata alla qualità della proposta progettuale. Ciò significa una rinnovata speranza per i nostri giovani ai quali si aprono nuove opportunità fatte di concorsi e non di gare. Torino ha significato anche questo. Offrire una risposta indiretta a quanti hanno tentato, in questi ultimi anni, di comprimere il valore intellettuale della prestazione professionale in un mero servizio monetaristico.

 
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