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Lettera del Presidente dell'Ordine APPC di Napoli Gennaro Polichetti | Stampa |
Scritto da Administrator   
martedì 21 luglio 2009

Circa vent'anni di continuo impegno ordinistico che i colleghi del Consiglio hanno voluto premiare nella seduta dell'11 luglio 2009, con un voto espresso all'unanimità, designandomi alla Presidenza dell'Ordine degli Architetti P.P.C. di Napoli e Provincia, il gradino più alto per rappresentare i quasi 8.000 iscritti.

Che dire! …........ Al di la dei doverosi ringraziamenti da rivolgere ai colleghi Consiglieri e ai tantissimi Architetti che in questi giorni hanno voluto manifestare la stima e l'affetto per questo importante traguardo, tenterò di non scivolare in una facile retorica che in queste circostanze potrebbe essere una reale insidia.

Una grande responsabilità: questa la prima sensazione che ho avvertito immediatamente dopo il voto palese che ha decretato il passaggio di testimone tra Paolo Pisciotta, per dodici anni Presidente dell'Ordine, e me che per dieci anni ho retto la segreteria dell'organismo di rappresentanza della categoria. Una responsabilità particolarmente grande se si considera che la nomina a questa carica, conseguente ad una fortuita quanto dolorosa circostanza, avviene a pochissimi mesi dalla tornata elettorale per il rinnovo del Consiglio dell'Ordine, momento particolarmente sentito e partecipato dagli architetti napoletani. Non è pensabile, pertanto, che vi possa essere l'enunciazione di un programma, secondo la prassi consolidata, da parte di un Presidente neo eletto e della sua maggioranza poiché il tempo a disposizione non è sufficiente per poter delineare iniziative, azioni o altro che possa significativamente caratterizzare questa scorcio di gestione dell'Ordine.

Del resto, se anche ve ne fosse stato il tempo, non vi sarebbe stata alcuna virata rispetto alla rotta già da tempo tracciata e condivisa che l'esecutivo e questo attuale Consiglio stanno seguendo, assicurando tangibili risultati a favore di chi, con l'espressione democratica del voto, ha voluto affidare a questo team la responsabilità di reggere il timone. In questo breve periodo pre-elettorale, quindi, il mio impegno e quello della maggioranza che mi ha indicato quale Presidente, sarà rivolto a completare quanto già da tempo avviato e che per questo repentino avvicendamento non è stato possibile portate a termine sotto la presidenza di Paolo Pisciotta ed a condurre l’Ordine verso le elezioni, garantendo nella maniera più ampia la partecipazione e la democrazia della prossima competizione elettorale. Ma la maggiore attenzione e tutto il nostro impegno sarà rivolto contemporaneamente a gettare le basi per un giusto, quanto dovuto, ricambio nella squadra di governo che il prossimo autunno si candiderà ad assumere la responsabilità di guidare l'Ordine per i prossimi quattro anni, dal 2009 al 2013.

Le nuove norme elettorali per il rinnovo dei Consigli, infatti, impongono che non si possa essere consiglieri dell'Ordine per più di due mandati consecutivi per cui è necessario assicurare la continuità di un'azione di governo mediante l'individuazione di iscritti che vogliano progressivamente prendere conoscenza di ciò che significa gestire una struttura di questo tipo, che ha raggiunto negli anni un elevato livello di efficienza dei servizi resi e di visibilità, per poi impegnarsi direttamente nella conduzione. Nel segno della continuità, quindi, ma senza perdere di vista le tante, diverse situazioni di “disagio professionale” rese più evidenti dalla recente crisi economica e, in particolare, dalla crisi del settore edilizio in un'area, quella della provincia di Napoli, dove già nella “normalità” è difficile avere certezze per svolgere il mestiere di architetto. Penso ai tanti colleghi, non soltanto quelli più giovani ma anche a quelli con diversi anni di iscrizione nel nostro albo, che ogni giorno devono districarsi tra normative sempre più restrittive, burocrazia esasperante e un mercato sempre più agonizzante, per potersi garantire un proprio dignitoso ruolo professionale e un reddito decoroso.

Il futuro, quindi, non soltanto quello dei prossimi mesi ma del prossimo quadriennio, dovrà vederci ancora impegnati come nel passato, prima con la presidenza di Raffaele Sirica e poi quella di Paolo Pisciotta, sui grandi temi dell'architettura e della trasformazione urbana, dei concorsi, della formazione post-laurea, delle riforme delle libere professioni, dei servizi offerti agli iscritti, ma anche nella difesa dei diritti di tutti quegli architetti, e sono la maggior parte, che pur vivendo con disagio la condizione professionale continuano a fare questo “mestiere” che, nonostante tutto, ritengono il più bello di tutti. Ecco, non è un “programma di governo” ma un impegno a continuare quanto già fatto ed avviato in questi anni con una maggiore attenzione a quella che è la nostra realtà territoriale e alle reali esigenze di tutti i nostri iscritti.

Gennaro Polichetti

 
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