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Università degli Studi di Napoli Federico II Facoltà di Architettura Ordine degli Architetti Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Napoli e Provincia Palazzo Reale , Napoli 26 ottobre - 12 novembre 2010 a cura di Vincenzo Corvino e Sergio Stenti
La Detroit degli anni Sessanta parla alla Napoli postmoderna: questo il presupposto alla base della mostra “Ludwig Mies van der Rohe-Lafayette Park, Detroit”, che sarà inaugurata martedì prossimo 26 ottobre alle ore 18 nella sala Dorica di Palazzo Reale e resterà aperta sino al 12 novembre. L’evento, curato da Vincenzo Corvino e Sergio Stenti, organizzato dall’Ordine degli Architetti di Napoli e dalla Facoltà di Architettura della “Federico II”, sarà un modo per riflettere sulle potenzialità dell’urbanistica e della progettazione stretta fra tradizione e istanze abitative . Non è un caso, dunque, che l’inaugurazione sarà preceduta, martedì nella sala Conferenze di Palazzo Reale, da un convegno in cui si discuterà l’attualità dell’opera di Mies van der Rohe: ne parleranno, in due sessioni (10-13 e 15-18), il sovrintendente Stefano Gizzi, il preside della Facoltà di Architettura Claudio Claudi de Saint Mihiel, il presidente dell’Ordine degli Architetti di Napoli Gennaro Polichetti, i professori Benedetto Gravagnuolo, Antonio Monestiroli, Salvatore Bisogni, Francesco Venezia, Adalberto del Bo e Kevin Harrington; coordinerà gli interventi Sergio Stenti. L’iniziativa, che riunirà un parterre autorevole di studiosi e professionisti, prenderà le mosse dalla riflessione scientifica sull’insediamento del Lafayette Park, realizzato a Detroit in un quinquennio (1955-1960) grazie al lavoro di due maestri, Ludwig Hilbersermeier e Ludwig Mies van der Rohe. I due Ludwig, avvalendosi del contributo del paesaggista Alfred Caldwell e dell’imprenditore Herbert Greenwald, realizzarono, mezzo secolo fa, un’opera emblematica per ispirazione “democratica” ed eco-compatibilità. Patrocinando un’edilizia mista, rispondente alle esigenze dei gruppi sociali meno facoltosi, Hilbersermeier e Mies van der Rohe concepirono il quartiere popolare come creatore di paesaggio naturale e caratterizzato da edifici alti e case basse per differenti nuclei abitativi, famiglie e giovani. Dalla Detroit del 1960 alla Napoli del terzo millennio, il passaggio non è ardito: il lavoro di Hilbersermeier e Mies van der Rohe è, infatti, un invito all’architettura postmoderna perché consideri la professione come missione sociale al servizio della collettività civile e non solo come espressione soggettivistica di tipo artistico. In un momento di crisi in cui la qualità architettonica rischia di essere compromessa sull’altare del consumo, è necessario guardare a quegli esempi che hanno dimostrato di funzionare bene e che hanno, quindi, da insegnarci molto, sia sul piano scientifico sia su quello della rispondenza dei mezzi ai fini. PROGRAMMA MOSTRA sala dorica inaugurazione 26 ottobre ore 18:00 CONVEGNO sala conferenze 26 ottobre ore 10:00 -13:00, 15:00-18:00 Intervengono: ore 10:00 Stefano Gizzi (Sovrintendente B.A.A. di Napoli e Provincia) Claudio Claudi De Saint Mihiel (Preside Facoltà Architettura) Gennaro Polichetti (Presidente Ordine degli Architetti di Napoli) Benedetto Gravagnuolo (Università Federico II) Antonio Monestiroli (Politecnico di Milano) Salvatore Bisogni (Università Federico II) ore 15:00 Francesco Venezia (Istituto IUAV, Venezia) Kevin Harrington (Illinois Institute of Tecnology, Chicago) Adalberto Del Bo (Politecnico di Milano) Modera: Sergio Stenti (Università Federico II) |