Il workshop fa parte del programma di Master in Architettura del Paesaggio e di Formazione Permanente della UPC di Barcellona/ACMA Milano.
Si configura come un corso intensivo di perfezionamento ed aggiornamento rivolto a: diplomati, studenti e laureati nelle discipline di carattere tecnico-scientifico legate alla gestione del territorio (architettura, architettura del paesaggio, ingegneria, scienze ambientali, scienze naturali, scienze agrarie e forestali, beni culturali, antropologia, sociologia, urbanistica, scienze e politica del territorio ecc.).
In particolare è indicato al personale, ai collaboratori e ai consulenti dei parchi e delle soprintendenze, agli studi professionali che operano nelle progettazione ambientale. Le iscrizioni verranno raccolte fino al raggiungimento del numero massimo di partecipanti previsto.
LABORATORI A CURA DI Jordi Bellmunt, João Nunes. TUTORS Luca Baroni, Giulia De Angelis
Il gruppo britannico AECOM, guidato dall'architetto americano Bill Hanway - autore del masterplan del London 2012 Olympic Park - e dal brasiliano Daniel Gusmão, ha vinto il concorso internazionale per la progettazione del futuro parco olimpico 2016 a Rio de Janeiro.
Lanciato dal Comune di Rio de Janeiro, in collaborazione con l'Institute of Architects-IAB di Rio con l'approvazione dall'UIA, il concorso ha raccolto la partecipazione di 60 progetti da 18 diversi paesi.
Il Rio 2016 Olympic Park avrà una superficie di 1,18 milioni di metri quadrati e ospiterà 15 diversi tipi di sport durante i Giochi Olimpici di Rio 2016.
Interventi in aree protette, ri-naturalizzazioni di zone umide, ricostruzioni di biotopi in ambiti di pregio naturalistico: crescente è la richiesta di nuove competenze specifiche cui l’architettura del paesaggio deve far fronte. Il ricorso diffuso alle tecnologie innovative che vanno dall’impiego di strumenti di indagine, all’elaborazione di modelli matematici fino alle tecniche più avanzate di ingegneria ambientale e genetica ci permette di comprendere la natura in quasi tutti i suoi aspetti ed operare per essa anche nelle situazioni più complesse, spesso in ambienti compromessi proprio dalla dominante presenza antropica. Si può dire che l’uomo abbia definitivamente artificializzato il mondo che richiede ora la sua presenza per trovare inediti quanto incerti equilibri ambientali. Ma nel momento in cui la scienza permette di spostare il limite della dicotomia tra natura e artificio che ha segnato la storia della cultura umana, emerge e prende consistenza un nuovo paradigma legato alla qualità dell’intervento, alla gestione degli specialismi, all’etica e al senso del progetto contemporaneo.
Il direttore dei lavori è destinatario delle norme antinfortunistiche nel caso di sua ingerenza nell’organizzazione del cantiere.
La Corte di Cassazione, con Sentenza 16/06/2011, n. 24119, ha stabilito che destinatari delle norme antinfortunistiche sono i datori di lavoro, i dirigenti e i preposti mentre il direttore dei lavori, per conto del committente, è tenuto alla vigilanza sull’esecuzione fedele del capitolato di appalto e non può essere chiamato a rispondere dell’osservanza di norme antinfortunistiche, salvo che non risulti accertata, in modo inequivoco, una sua ingerenza nell’organizzazione del cantiere.
Nella fattispecie risultava che il direttore dei lavori aveva formalmente constatato la situazione di assoluta carenza di misure antinfortunistiche del cantiere edile e si era effettivamente ingerito nelle decisioni organizzative del lavoro, con conseguente assunzione di fatto della relativa posizione di garanzia.
Pertanto egli è responsabile del decesso dell’operaio che, nel tentativo di riparare la spina terminale di una prolunga, aveva toccato il conduttore positivo di colore marrone, evenienza che aveva determinato il passaggio di corrente elettrica attraverso il corpo del dipendente e l’immediato decesso per folgorazione.
Dieci minuti del nostro tempo per capire cosa e come migliorare…
L’Osservatorio Professione Architetto, che il Consiglio Nazionale Architetti sta realizzando con la collaborazione tecnica del CRESME si pone l’obiettivo, attraverso un questionario tematico, di conoscere ciò che succede globalmente nel mondo della nostra professione, attraverso il racconto e la “fotografia” dello stato della professione, della categoria, dei professionisti e del mercato risultante dalle opinioni degli architetti.
Dal mese di luglio gli architetti napoletani sono chiamati a dare il loro contributo partecipando all'indagine.