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Fare architettura è ovunque un mestiere complesso, ed in Italia, ancora di più nella nostra realtà napoletana, non sembra certo più facile che altrove. Ciò è evidente se solo si guarda alla fragilità del sistema nel suo insieme, alle molteplici competenze professionali-istituzionali che concorrono ed al disastrato territorio in cui si opera. Chiedersi se è ancora possibile un'architettura di qualità a Napoli non è quindi un esercizio accademico ma il nodo drammatico da affrontare per arginare il collasso verso cui ci si muove.
La politica delle grandi firme, spostando l'attenzione sull'eccezionalità dell'opera, rischia di nascondere una delle questioni centrali: la bellezza è il frutto di una comune e condivisa ricerca che riflette, con umiltà, competenza, profondità e cultura dei luoghi, sulle trasformazioni possibili e sul senso di un nuova e più avanzata forma delle nostre città. C'è sempre più bisogno di quell'architettura della colta normalità auspicata da Pagano che, purtroppo, nella nostra terra appare un'aspirazione inappagata e visionaria. Come può l'architetto, nella frammentazione delle competenze specialistiche ed amministrative, governare il complesso processo che conduce dalla formulazione del bisogno all'opera realizzata in modo da garantirne l'esito? Basta il talento? E, soprattutto, riesce ancora a farlo? Ed in che modo? A queste domande l'Ordine degli Architetti di Napoli, da tempo convinto di un suo ruolo attivo a sostegno e divulgazione di una professione di qualità, cerca di dare risposte aggiungendo un nuovo capitolo all'iniziativa cominciata con “architetti.napoletani 1970/2000”. Con “architetti.napoletani 2000/2010” s'intende acquisire dai colleghi iscritti all'Ordine di Napoli la documentazione relativa a loro opere realizzate a Napoli e provincia e/o in corso di realizzazione con procedure avviate che entro il 2010 le porteranno ad essere realizzate. Tale documentazione passerà al vaglio di una commissione giudicatrice di altissimo profilo presieduta dal porf. Francesco Venezia che, ad insindacabile giudizio, selezionerà i lavori che meglio affrontano il nodo complesso sopra richiamato producendo buona architettura. L'esito, tutt'altro che scontato, di tale screening consentirà all'Ordine di valutare l’opportunità di concludere l'iniziativa con una mostra ed un dibattito aperto al territorio nel corso dell’anno 2009. |