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Dia telematica: ora è una realtà | Stampa |
Scritto da giancarlo graziani   
mercoledì 23 dicembre 2009

L'Assessore all'Edilizia del comune di Napoli Pasquale Belfiore ha varato la "Dia on-line".
La nuova procedura per la modalità di presentazione della Dichiarazione Inizio Attività, prevista per sempre più numerose tipologie di intervento in edilizia, è ormai realtà e sarà operativa in tutta la città dalla fine di gennaio 2010.

Il "Sisdoc – Dia Edilizia", da compilare interamente on-line, nasce per consentire la gestione informatizzata dell'intero ciclo di vita delle DIA - dalla compilazione dei modelli alla presentazione con autocertificazione da parte del professionista, dalla gestione del procedimento alla richiesta di eventuali integrazioni - dando la possibilità all'utente di monitorare costantemente lo stato di avanzamento della pratica dal proprio terminale.

L'accesso alle informazioni avverrà tramite l'uso del PMM www.pmm.napoli.it (Portale Metropolitano Multicanale) ed il sistema SISDOC, una sorta di scrivania virtuale da cui si potrà avviare una dichiarazione di inizio attività e procedere con la compilazione guidata dei modelli. Si tratta di una importante innovazione che pone, una volta tanto, l'Amministrazione napoletana all'avanguardia rispetto al contesto nazionale. Al tavolo di lavoro, fortemente voluto già dalla precedente Giunta, sedevano l'ing. Paolo Eugenio Cresci e la dott.ssa Anna Somma (del Servizio Sistema Informativo Amministrativo e Documentale), ed il dott. Giuseppe Cozzolino (Direzione Generale – Unità di Progetto Dematerializzazione DIA).

In più occasioni l'Ordine degli Architetti è stato chiamato al tavolo per esprimersi sul procedimento ed ha fornito numerosi contributi ed osservazioni che hanno consentito di migliorare la funzionalità e l'applicabilità della procedura. Tutto il lavoro è stato poi portato all'attenzione di una apposita commissione di lavoro del Consiglio Nazionale degli Architetti (composta dal neo consigliere Pisciotta e dagli arch. Pizzolato e Capuani, oltre che dal Presidente dell'Ordine di Venezia arch. Antonio Gatto e dal dott. Musicò del Dipartimento della Funzione Pubblica del Ministero, coordinati dal segretario nazionale Mirizzi), che ne ha verificato le potenzialità, confrontandole con altre realtà del paese, al fine di evidenziare le procedure di de-materializzazione messe in essere ad oggi nelle pubbliche amministrazioni. I migliori spunti sono stati rilevati proprio dalla procedura disposta dal comune di Napoli, da quello di Venezia e di Frosinone.

Le risultanze di tali lavori saranno oggetto di una prossima manifestazione che si terrà a Roma per "esportare" il modello telematico in tutte le amministrazioni locali del paese. Netti i vantaggi di questa nuova modalità di presentazione, in primis la massima trasparenza del procedimento, ma anche la diminuzione dei tempi di lavorazione da parte dei responsabili del procedimento, la certezza e la chiarezza sui vincoli e la documentazione necessaria per la presentazione delle pratiche. Non più una giungla differente da municipalità a municipalità! Come ahimè spesso è successo di riscontrare a chi ha operato fino ad oggi a Napoli.

L'obiettivo di dematerializzare il procedimento amministrativo ha introdotto quattro importanti innovazioni, interessanti anche per la ricaduta che producono sul mondo dei professionisti: - è prevista la totale esclusione della possibilità, da parte della cittadinanza, di presentare pratiche cartacee presso gli sportelli comunali; - obbligo da parte del dichiarante, al fine di ricevere eventuali comunicazioni da parte del Comune, di dotarsi di una casella di Posta Elettronica Certificata ovvero di delegare il professionista (anch'esso già obbligato ad avere una P.E.C.) ad informarlo di ogni eventuale comunicazione da parte dell'amministrazione; - asseverazione da parte del professionista di tutto quanto riportato nella pratica DIA; - possibilità per il dichiarante di ricevere, anche prima della decorrenza dei trenta giorni dalla presentazione della pratica, l'autorizzazione alla esecuzione delle opere.

Fra tutte le innovazioni quella che più ci interessa è data, certamente, dal maggior ruolo che il professionista assume nella procedura da mettere in essere. In effetti, le sopraggiunte disposizioni normative (L. n°80/05) già hanno conferito all'istituto della denuncia di inizio attività una mutata impostazione, e ciò con particolare riferimento già alla sola denominazione ora divenuta "dichiarazione" di inizio attività, oltre che alla possibilità di prevedere espressamente l'intervento in autotutela da parte dell'amministrazione. Sempre più, pertanto, l'attività del professionista risulta determinante per il corretto esito della pratica.

Egli, infatti, a seguito della stipula di un rapporto privatistico con il committente attraverso la sottoscrizione di un mandato (alla stregua di quello che si conferisce agli avvocati per delegargli tutti i poteri di rappresentanza), si assume l'onere di presentare la DIA al Comune, quello di certificare l'esattezza di tutti i dati compresi quelli forniti dal committente, ma anche l'impegno trasparente a fronte del quale dovrà pretendere un congruo corrispettivo. L'Ordine ha suggerito, proprio in questa direzione, che tra gli allegati necessari per la presentazione delle pratiche fosse compresa la copia del contratto professionale dal quale si evinca chiaramente il mandato conferito al professionista asseveratore. Inoltre, l'assenza di una copia cartacea depositata presso l'amministrazione, comporterà per il professionista anche l'obbligo di produrre una copia "conforme" a quella inviata in formato pdf all'amministrazione, da tenere presso il cantiere durante l'esecuzione dei lavori, al fine di permettere l'eventuale controllo di conformità delle opere in esecuzione.

Infine, l'idea di prevedere un inizio delle opere addirittura anticipato rispetto ai 30 giorni previsti dalla legge, consente alla procedura stessa di assumere un carattere di esplicita convenienza e competitività anche per il mercato, e che darebbe palesemente maggior certezza del diritto anche ai diversi operatori, che quindi potrebbero prediligere tale procedure rispetto a quella del permesso a costruire, snellendo anche il lavoro degli uffici. Di concerto con l'Amministrazione l'Ordine provvederà, già dai primi giorni del prossimo anno, a dare tutta la massima informazione in riferimento alla nuova procedura e le diverse attività che dovranno mettersi in essere, oltre che fornire uno "schema di contratto" per le prestazioni da svolgere. *consigliere dell'Ordine degli architetti di Napoli

 
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