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Intelligenza collettiva | Stampa |
Scritto da Isabella Giannuzzi Savelli   
martedì 01 luglio 2008

Concorrere alla formulazione di un progetto espressione di più voci. Il compito dell’architetto come lavoro di squadra e di sinergie corali. Sfruttare l’immaginazione e le capacità di tutti gli elementi di un gruppo rendendoli partecipi del progetto dall’ ideazione al compimento. Ecco le caratteristiche di un unicum nel settore architettonico: la nascita di una Cooperativa che avviene dopo un’esperienza decennale di lavoro sodo; un coraggioso salto nella dimensione futuribile del prodotto d’ingegno come effetto di frammentazione e ricomposizione. Gnosis Architettura si plasma adattandosi a forme più attuali di concetto lavorativo ed è questo ciò che emerge dalla pubblicazione del libro-monografia edito da CLEAN/Giannini.

 

Il libro presentato il 15 Aprile scorso alla Feltrinelli di Napoli, illustra il lavoro del gruppo che spazia dai concorsi alla pubblicistica, dal design all’arredo urbano, dalla grande scala del tessuto urbano al restauro di strutture storicamente rilevanti come il rione Terra di Pozzuoli. Massimo Pica Ciamarra nella postfazione al libro e Renato de Fusco nel dibattito avvenuto durante la presentazione, esaminano e si interrogano sul futuro di questo gruppo e in generale sul concetto di leadership/partnership, su ciò che i media richiedono e ciò che invece richiede l’uomo contemporaneo.

E Il risultato pare evidente: una produzione colta e attenta alla non affermazione di codici linguistici verso i quali Gnosis risulta distante e indifferente, ma alla ricerca di soluzioni appropriate al contesto che via via si esplicita, e che raggiunge il cuore del problema e delle persone. Si va così delineando nella raccolta tutta la parabola significativa della multi-specificità della professione architettonica del XXI secolo, nei modi in cui essa può affiorare attraverso «pagine cariche di immagini variopinte, anche contraddittorie, di un’inconsueta freschezza di approccio», sempre dimostrative di un sentire comune che può dirsi propriamente «costruttivo».

 

 
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