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L’architetto deve fare come il medico, cioè non preoccuparsi di cercare i colpevoli del male, ma trovare la cura, ovvero le soluzioni ai problemi della città. Con questa considerazione Benedetto Gravagnuolo, docente di Storia dell’Architettura e preside uscente della Facoltà di Architettura della Federico II, sintetizza lo spirito del suo nuovo libro appena uscito per l’editore Clean: “Napoli, dal Novecento al futuro. Architettura, design, urbanistica”
Il testo è stato presentato Martedì pomeriggio presso la sede dell’Istituto Italiano di Studi Filosofici, da un parterre variegato di ospiti: un architetto, Pasquale Belfiore, docente di composizione nonché compagno dell’autore in molte precedenti avventure editoriali, un ingegnere, Ennio Cascetta, assessore ai Trasporti della Regione Campania, un imprenditore, Ambrogio Prezioso, presidente dell’Associazione Costruttori Edili Napoletani, ed un matematico, Guido Trombetti, rettore dell’Università Federico II. Un libro che, dopo aver analizzato le vicende dell’architettura a Napoli nel Novecento, argomenti già da tempo trattati dall’autore in numerosi saggi, si spinge fino ad una disamina degli ultimi tre decenni, andando al di là del tradizionale “tabù” dello storico. Il saggio, infatti, si cala nella contemporaneità e prova a “fare delle proposte, nel tentativo di stimolare un dibattito costruttivo sulla città”, come dice lo stesso Gravagnuolo, “una città che, eletta negli anni Novanta a simbolo di un inverosimile rinascimento, oggi viene spesso indicata come emblema di di degrado assoluto”. Per Pasquale Belfiore si tratta di “un libro interessante, utile, originale, che fa finalmente una disamina delle vicende successive agli anni Ottanta, di cui si sentiva la mancanza”. Ma soprattutto, prosegue Belfiore, “questo è un libro che riesce a fondere in sé un saggio storico tout court ed un testo di critica operativa”. “Piano piano… verso il futuro” è l’ironico titolo di un capitolo del libro, che gioca amaramente con le lentezze della pianificaziona napoletana. E’ da qui che parte l’intervento di Ambrogio Prezioso: “Troppi progetti non vengono attuati da anni e questo è un freno gravissimo per l’economia della città, in un momento già difficile, tra crescita bassissima e crollo dell’occupazione. Noi abbiamo tentato già da anni di lanciare delle proposte, ragionando su area vasta e suggerendo dei settori su cui investire, dal turismo alla ricerca avanzata alla logistica integrata”, ha proseguito Prezioso, “per cui accogliamo con grande favore il testo di Gravagnuolo, che riprende i temi della trasformazione della città ed evidenzia la necessità di una maggiore elasticità del piano per consentire finalmente il rilancio degli interventi”. “Non possiamo indugiare ancora, oppure andremo verso il declino”, ha concluso il presidente dell’Acen.Ennio Cascetta loda un libro che “esalta lo spessore dell’architettura napoletana, invogliandoci sempre più a perseverare nel nostro progetto di realizzare un museo dell’architettura alla Mostra d’Oltremare”. Infine Guido Trombetti, che sottolinea il coraggio di Gravagnuolo nell’affrontare le questioni della contemporaneità “con atteggiamento da sociologo, in una realtà asfissiata da criminalità, burocrazia paralizzante, cronica mancanza di fondi”. |