|
«Un traguardo tanto importante è l’occasione per riflettere, con consapevolezza, su passato, presente e futuro»: così Paolo Pisciotta, Presidente dell’Ordine di Napoli, commenta la sua elezione come Consigliere del CNA. L’11 giugno, gli Ordini provinciali di tutta Italia si sono riuniti per nominare il successore di Raffaele Sirica, Presidente del Consiglio Nazionale: in corsa dieci candidati, tra cui Pisciotta è sembrato subito nettamente favorito per diverse ragioni..

Non soltanto perché dirige da dodici anni l’Ordine partenopeo, costruendo un dialogo professionale intenso con la realtà del territorio, ma perché, forse, è stato considerato l’erede più diretto della politica di Sirica, con cui ha condiviso battaglie epocali per la difesa della qualità dell’Architettura. In questa prospettiva di continuità, la candidatura di Pisciotta ha assunto la finalità di tutelare la complessa rete diplomatica e strategica stabilita con la Presidenza di Sirica. E, così, citando la famosa immagine di Bernardo di Chartres «Siamo nani sulle spalle dei giganti», Pisciotta aveva riconosciuto la necessità di guardare al futuro radicandosi sul sostrato innovativo della politica di Sirica: «il nostro presente gode i retaggi di un lungo arco temporale in cui, grazie a Raffaele, l’Architettura ha cercato di utilizzare paradigmi di confronto europei per abolire i privilegi di casta. Eppure il cammino da calcare è ancora lungo e richiede, sempre più, l’armonia e la coesione trasmesse dal nostro Presidente». Sono ancora tante, infatti, le grandi problematiche da affrontare nel prossimo futuro: in primis le norme legislative che preservino il patrimonio artistico ed architettonico nazionale, ma soprattutto gli orizzonti professionali da garantire ai giovani talenti nostrani. Un appello che viene dalla Campania, di cui era originario anche Raffaele Sirica, perché l’Italia intera, puntando sulla rete degli Ordini, valorizzi le energie intellettuali e professionali di tutti gli iscritti: «Un sistema di formazione permanente che proietti i giovani in un più ampio e creativo contesto europeo mi sembra il primo presupposto per sottolineare il valore dell’Architettura», afferma Pisciotta «e mi piace pensare che questo obiettivo sia frutto di un tavolo capace di coinvolgere politica, mondo professionale, società civile ed esponenti della cultura». L’unità è, dunque, un fil rouge nelle parole del neoconsigliere: «Raffaele ci ha insegnato che con la tenacia e con il sorriso, ascoltando le voci provenienti da tutta la penisola, si possono fare passi da gigante. Oggi, con il consenso pressoché unanime che mi è garantito dagli Ordini italiani, desidero ricompensare questo sostegno con la promessa della continuità completa rispetto alla politica del nostro Presidente. Ed, in tal senso, spero di tutelare la sua idea di unità nella diversità, vera base per il nostro futuro». Un futuro che, per quanto difficile, Pisciotta si prepara a fronteggiare con la grinta mostrata nel decennio della sua importantissima esperienza partenopea. |