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Il presidente dell'Ordine intende promuovere il confronto con gli iscritti. Gennaro Polichetti, 57 anni, sposato, tre figli, già segretario nella scorsa consigliatura, è il nuovo presidente dell'Ordine degli Architetti di Napoli e Provincia. In questa lunga intervista racconta obiettivi, strategie e priorità del nuovo consiglio, insediatosi da pochi giorni. 
Presidente, quali sono le priorità di questo nuovo consiglio, cosa farete, insomma, nei primi "cento giorni"? Le priorità sono diverse, sia per quanto attiene le questioni meramente gestionali, sia per quanto riguarda la "politica professionale", laddove vi è una forte aspettativa da parte di tutti gli iscritti che attendono risposte concrete, non solo dall'Ordine, in un periodo di grande difficoltà della professione e del comparto edilizio.Relativamente all'aspetto gestionale, ci impegneremo ad apportare alcune modifiche al vigente regolamento per dare attuazione ad alcune iniziative positivamente definite nel corso della precedente consigliatura. Mi riferisco, in particolare, all'accreditamento quale soggetto formatore presso la Regione Campania e alla costituzione della Camera Arbitrale e di Conciliazione. In merito alle questioni "politiche", il confronto già avviato da mesi con il Comune di Napoli sul programma P.I.U. Europa costituisce sicuramente una priorità, per i risultati attesi sul piano della riqualificazione di una significativa parte della città, ma anche per la ricaduta che potrà offrire in termini professionali ad un cospicuo numero di colleghi e, più in generale, ai professionisti e agli addetti del settore. Un ulteriore impegno che vorrei affrontare in tempi brevi è la costituzione di un tavolo di confronto con gli Enti territoriali per stabilire criteri univoci nella stesura dei bandi, sia quelli per la formazione degli elenchi di professionisti che quelli relativi ai concorsi di progettazione, per semplificare e dare tempi certi alle procedure tecnico-amministrative che interessano l'attività quotidiana di moltissimi architetti. La vostra lista si richiamava fin dal nome alla storia oltre che all'innovazione. Quali sono gli elementi della "storia" di questo gruppo che intendete portare avanti? Quali invece le innovazioni per modernizzare l'ordine? La "storia" non è da intendersi come rivisitazione nostalgica del passato. "Storia e Innovazione" non è, infatti, solo il motto per identificare la nostra lista, ma la sintesi del patrimonio di risultati positivi raggiunti nel corso degli ultimi venti anni da una consistente parte dei componenti della lista, quelli che hanno fatto parte del Consiglio dell'Ordine dallo storico Congresso Nazionale degli Architetti che si tenne a Firenze. Ma oggi l'Ordine è una macchina che non accusa l'usura del tempo ed è stata, anzi, ben revisionata per essere adeguata e competitiva per le sfide del futuro. Un nuovo modello di "governance", quindi, che associa all'organismo istituzionale dell'Ordine altre tre strutture, autonome nella gestione, che dovranno interagire ed avere come riferimento un unico "piano strategico strutturale": la Fondazione, la Camera Arbitrale e la sezione Giovani Architetti. Una rivoluzione rispetto ai vecchi schemi gestionali, laddove si tendeva ad accentrare nella struttura di governo le diverse attività. Avete previsto una serie di confronti aperti con i colleghi. Un tentativo di "governo partecipato" dell'Ordine? Continuerete su questa strada? Sicuramente si. Per tutto ciò cui abbiamo già accennato, ma per tanto altre ancora che metteremo in campo nei prossimi mesi, è indispensabile la più ampia partecipazione dei colleghi, anche direttamente responsabilizzati nella conduzione degli organismi che abbiamo preannunciato nel programma elettorale. L'impegno dei nostri iscritti sarà utile non solo perché vi è la necessità di avere disponibili molte energie e i migliori saperi, ma anche perché contiamo sull'entusiasmo di coloro che saranno coinvolti, in particolare dei più giovani, per raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati. Un "governo partecipato" anche con le opportune alleanze istituzionali, in primo luogo con l'Università, ma anche con il sistema produttivo, rappresentato dall'Unione Industriale e dall'ACEN, e con il mondo delle associazioni, ANIAI, INARCH, INU, ANGIA ed altre che, pur avendo una dimensione d'ambito, rappresentano le istanze di una consistente parte degli ottomila colleghi presenti sull'intero territorio provinciale. Una delle vostre priorità nella scorsa consigliatura è stata quella della comunicazione con gli iscritti. Intendete attivare nuovi canali o potenziare quelli esistenti? La comunicazione con gli iscritti, ma direi anche con chi non è nostro iscritto e dedica, comunque, attenzione alle nostre attività, è stato uno dei punti di forza non soltanto nell'ultima consigliatura. L'Ordine di Napoli è stato tra i primi in Italia ad intuire che i modi di comunicare stavano cambiando e ha puntato molto, sin dalla metà degli anni '90, sull'informazione attraverso il web. Abbiamo intenzione di potenziare e arricchire i due siti internet dell'Ordine. Quello istituzionale, legato al circuito nazionale di Archiworld del C.N.A, dovrà avere maggiore attenzione verso il mondo ordinistico, sul sistema normativo che interessa l'attività professionale, sui bandi e i concorsi di progettazione, su tutta l'attività formativa che si terrà in sede e di quella, di qualità, che sarà proposta nell'ambito del territorio provinciale e regionale. L'altro sito, architettinapoletani.it, nato come versione web della ormai storica rivista dell'Ordine, conterrà ulteriori spazi dedicati alla discussione di argomenti di particolare rilievo riguardanti il territorio, l'architettura e le diverse problematiche connesse alla nostra attività. Vorremmo riprendere, inoltre, la pubblicazione cartacea di Architettinapoletani Magazine che favorisce la conoscenza delle nostre attività anche a chi, ancora oggi, preferisce sfogliare le pagine di un giornale anziché navigare in internet. Una parte consistente dei vostri iscritti sono giovani. Qualcuno nei giorni scorsi denunciava la drammatica carenza di occasioni professionali anche per gli architetti di mezz'età. Cosa devono fare i giovani architetti italiani, e napoletani in particolare, secondo lei? Cambiare mestiere? Andare all'estero? Il mondo del lavoro sta vivendo un periodo di grande disagio, da cui il nostro settore non è immune. Agli effetti della crisi si associa, inoltre, un complesso quadro normativo e vincolistico che riguarda la maggior parte del territorio provinciale che rende ancora più difficoltosa qualsiasi iniziativa professionale si voglia intraprendere. Non esiste una ricetta magica per avere nell'immediato una risposta efficace. L'Ordine ha però il dovere di creare i presupposti per fornire ad ognuno dei propri iscritti, giovane o di mezz'età, gli strumenti giusti per poter accedere alle poche opportunità offerte oggi dal mercato, che ci auguriamo possano in fretta aumentare, con la massima trasparenza e certezza delle regole e il migliore livello di competitività. Bisognerà monitorare con maggiore attenzione l'offerta che avviene attraverso i bandi emanati dalle amministrazioni per evitare che, dopo il favorevole parere dell'Autorità di Vigilanza dei LL.PP. circa la illegittimità del massimo ribasso, vi siano gare che divengano "guerre tra poveri" piuttosto che una leale e corretta competizione tra professionisti. Allo stesso modo avrà notevole importanza il continuo aggiornamento e la formazione, in particolare per quei settori, come quello delle energie alternative, dell'innovazione tecnologica e della riqualificazione ambientale, che possono offrire nuovi ed interessanti scenari professionali. La Fondazione, già citata in precedenza, dovrà interessarsi, tra l'altro, della formazione attingendo, grazie all'accredito regionale, ai finanziamenti europei per poter offrire a tutti gli iscritti una piattaforma formativa innovativa in grado di avviarli verso nuove e diverse occasioni di lavoro. La questione del momento è quella legata ai metodi di affidamento degli incarichi per il P.I.U., cui accennava prima. Lei, da membro della consulta voluta dall'assessore Belfiore, che idea si è fatto? Non è semplice individuare dei criteri che possano essere soddisfacenti per tutti, in particolare se il risultato finale atteso da parte dell'amministrazione committente non è la singola opera oggetto dell'intervento ma il buon esito complessivo del programma. Bisogna garantire il livello qualitativo dei soggetti che saranno impegnati senza però disattendere le aspettative dei giovani e di tutti coloro che, pur non avendo la possibilità di dimostrare il possesso di idonei requisiti mediante un curriculum, hanno maturato, comunque, significative esperienze professionali. Se si parte da queste minime considerazioni si comprende quanto non sia facile il compito dell'assessore Belfiore che è riuscito, in ogni caso, a presentare ai componenti della consulta una proposta di bando, sia per gli incarichi sotto soglia che per quelli sopra soglia, così come stabiliscono le vigenti norme in materia di LL.PP., che rappresenta un positivo punto di partenza per poter definire un modello ideale in grado di garantire la conformità alle norme e che nel contempo abbia la giusta considerazione per le aspettative delle diverse fasce di partecipanti. Ci fa piacere dell'opportunità che il Comune di Napoli ha offerto alle rappresentanze delle categorie professionali e ci auguriamo che presto si possa avviare con tutte le altre amministrazioni del territorio provinciale una stagione di confronto al fine di creare maggiori occasioni per i nostri iscritti. |