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La crisi economica mondiale si sta rivelando piuttosto acuta e dagli esiti incerti ed in questo scenario anche i professionisti sono costretti a correre ai ripari. Il Consiglio Nazionale degli Architetti P.P.C., presieduto da Raffaele Sirica, per cercare di porre un argine alla crisi ha definito un pacchetto di misure per il rilancio della professione, di cui si è discusso, tra l'altro, in un recente incontro con il Ministro Angelino Alfano. 
"Attualmente i tanti professionisti impegnati nel campo dell'architettura, dell'assetto del territorio e nei settori connessi, svolgendo un ruolo fondamentale all'interno della filiera delle costruzioni, altamente strategica per l'economia e lo sviluppo del nostro paese, hanno davanti una difficile prospettiva, poichè stanno subendo una contrazione del proprio lavoro con pesanti riflessi sul piano occupazionale", evidenzia il presidente Sirica, "dinanzi alla crisi occorrono dunque misure e politiche economiche che considerino gli architetti quale soggetto dell'economia reale cui estendere sgravi e incentivi fiscali, garanzie nell'accesso al credito, sostegno alla crescita e all'internazionalizzazione".Gli architetti chiedono, dunque, azioni forti, capaci di rimettere in moto il settore delle costruzioni, pensando già al domani e ad un'auspicabile ripresa dell'economia, promuovendo produttività, competitività, sicurezza e innovazione. Proprio in virtù di queste considerazioni il Consiglio ha concordato con il CUP una serie di misure anticrisi da sottoporre al Governo, tra cui l'apposizione di un limite al criterio del massimo ribasso nelle progettazioni, l'esclusione delle offerte anomale negli appalti di servizi, l'adozione di strumenti per accelerare i pagamenti delle pubbliche amministrazioni verso i progettisti, il bonus cubature o bonus ristrutturazioni per la "rottamazione" delle periferie. E ancora la disciplina dei rapporti di lavoro interni agli studi professionali, la limitazione del ricorso all'appalto integrato, come originariamente previsto dalla "Merloni", la possibilità di costituire le società professionali, il delimitare meglio la normativa di applicazione dell'IRAP. Fin qui i provvedimenti che riguardano tutti i professionisti. Oltre a questi, secondo il Consiglio, occorrono provvedimenti specifici per gli architetti miranti alla semplificazione, l'omogenizzazione e lo snellimento delle procedure, l'aggiornamento continuo in riferimento alle nuove specializzazioni e ai conseguenti sbocchi occupazionali, la formazione universitaria e l'accesso alla professione, le misure fiscali anticrisi ed infine maggiori investimenti nel settore edilizio per ottenere in tempi brevi standard qualitativi, architettonici ed energetici in linea con le normative in vigore. "L'elenco dei provvedimenti potrebbe ancora proseguire", aggiunge Sirica, "penso ad esempio ad un nuovo orizzonte applicativo della sussidiarietà, anche con un nuovo ruolo degli Ordini provinciali, complementare e sinergico alle procedure di semplificazione e snellimento". A fronte della crisi in atto, secondo il presidente degli architetti, occorre distinguere tra misure urgenti, in grado di dare risposte immediate, e misure strutturali, capaci nel medio termine di incidere sulla realtà professionale d'intesa con le Regioni e con le pubbliche amministrazioni. Le ultime indicazioni del Governo per il rilancio dell'edilizia paventano una sorta di liberalizzazione delle norme per le costruzioni. "Sono assolutamente da condividere il 'piano casa', preventivamente concordato con le Regioni, che prevede 550 milioni di euro per l'edilizia popolare, e gli sconti fiscali, con la riduzione del 20% del contributo del costo di costruzione sugli ampliamenti e del 60% se d'abitazione è destinata a prima casa del richiedente o di un suo parente sino al terzo grado, mentre gli altri provvedimenti meritano riflessioni e approfondimenti", ragiona ancora Sirica, "sono indubbie sia l'esigenza di far ripartire l'economia ed in particolare il settore dell'edilizia che la necessità di una reale semplificazione delle procedure più volte auspicata, ma occorre approfondire i contenuti tecnici del provvedimento per evitare fenomeni di deregulation, anche attraverso una concertazione e confronto tra Governo, Regioni e autonomie locali" Parere favorevole, dunque, allo snellimento delle procedure burocratiche ed anche ad un sostanzioso aumento delle cubature, provvedimenti ritenuti necessari per il rilancio del settore, previo confronto con gli enti locali. "Ci aspetta un futuro denso d'impegni", chiosa Sirica, "e il nostro auspicio è quello che l'attuale crisi si trasformi in un'occasione di crescita del paese Italia, portando innovazione e progresso anche per gli Architetti". |