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Ruderi e Piano Regolatore | Stampa |
Scritto da Administrator   
mercoledì 01 luglio 2009

lunedì 6 luglio 2009 ore 16:00
Appartamento storico, Cappella Palatina - Palazzo Reale, Napoli

Ruderi e Piano Regolatore

Maggiori Informazioni

Comune di Napoli - Dipartimento di Urbanistica
Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Napoli e provincia

La riqualificazione di sedimi risultanti da demolizioni e di edifici in stato di rudere, prevista dal Piano Regolatore Generale del Comune di Napoli all’interno della città, chiama in causa i valori del centro storico inteso quale organismo unitario e ripropone i problemi di inserimento dell’intervento contemporaneo inteso nell’accezione più ampia, dal restauro alla nuova architettura, con particolare riferimento ai temi del vuoto, della rovina e/o della materia urbana.

Il seminario ha lo scopo di rilanciare una delle opportunità offerte dal nuovo piano regolatore della città, l’intervento consentito, nel centro storico, sugli immobili in stato di rudere o coincidenti con sedimi risultanti da demolizioni. Il Prg consente ai proprietari degli immobili di proporre la ricostruzione degli edifici con interventi di tipo filologico ma anche, e soprattutto, con nuovi interventi, caratterizzati da tecniche e materiali moderni che siano rispettosi dell’ambiente storico in cui si collocano.

Si tratta quindi di una opportunità che consente una riflessione – particolarmente attuale e sentita nella nostra città - sulle modalità per l’inserimento di architetture moderne negli ambienti storici. E’ particolarmente significativo che a proporre questa riflessione siano il Comune – che ha la responsabilità della politica urbanistica cittadina - e la Soprintendenza – che ha la responsabilità della tutela dei beni architettonici e ambientali. Si tratterebbe quindi di una riflessione non solo scientifica ma con evidenti ricadute operative.

Il Prg offre questa opportunità per un tempo limitato, cinque anni dall’approvazione del piano, con scadenza nel prossimo mese di giugno. Per gli immobili che in questa data non saranno interessati da un progetto approvato scatterà automaticamente la destinazione ad attrezzatura pubblica e quindi la facoltà per il Comune di intervenire con l’esproprio per la realizzazione dell’opera pubblica, anche se, da un punto di vista strettamente teorico, i vuoti potrebbero anche non essere colmati, ciò costituirebbe una soluzione limite, ma non escludibile apriori.

I temi che il seminario si propone di trattare:

1. un’analisi dello stato dell’arte, ovvero degli interventi che hanno ottenuto, a cinque anni dall’approvazione del Prg, l’approvazione del progetto. Una prima valutazione delle caratteristiche di questi progetti;

2. un aggiornamento delle previsioni per gli immobili residui, ossia quelli per i quali non si dispone di un progetto approvato. In prima approssimazione si hanno diverse possibilità: a) gli immobili per i quali si può ipotizzare la formazione di attrezzature in volumi costruiti che potrebbero essere anche di uso pubblico o di tipo misto, pubblico-privato; b) gli immobili per i quali si può rilanciare l’ipotesi della formazione di edifici per abitazioni. Tale soluzione, che comporterebbe una variante di piano, si potrebbe perseguire con il ricorso a una norma del Piano territoriale regionale (Ptr), che consente la variazione di piano se si realizzano, in una certa misura, alloggi per edilizia sociale; c) gli immobili per i quali risulterà possibile la formazione di spazi aperti;

3. una riflessione di tipo scientifico e disciplinare sulle modalità del progetto. Si segnalano alcuni argomenti a questo proposito: a) le implicazioni progettuali della recente disciplina sulla protezione antisismica degli edifici; b) uno sguardo storico alle esperienze italiane e europee; c) una riflessione sui temi progettuali che occorre considerare quando si inseriscono architetture moderne in contesti storici; d) il ruolo degli organismi di controllo e tutela (riflessioni per un prontuario di progettazione).

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