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l'architettura come investimento | Stampa |
Scritto da Luigi Naccarato   
lunedì 10 settembre 2001

La presenza a Napoli del Premio Nobel, Richard Meier, è un’occasione densa di significati, non solo per onorare una personalità del mondo dell’architettura, ma anche emblematica di una trasformazione del mezzogiorno ed, in particolare, di Napoli, che richiede e richiederà nei prossimi anni un notevole sforzo di ideazione, progettazione e realizzazione di opere infrastrutturali, ulteriore volano per lo sviluppo del territorio. I segni ormai consistenti, significativi, di crescita produttiva e dell’occupazione nel Mezzogiorno, sono accompagnati dall’affermarsi di una nuova stagione di interesse e di studi, della quale sono spesso protagonisti gli stessi meridionali o, in ogni caso, persone che operano sul nostro territorio e lo vivono in modo diretto.

L'architettura come investimento

È un processo importante. Che testimonia della crescita di nuove energie in più e diversi settori della nostra società e che concorre al superamento di una immagine del Sud stereotipata, piuttosto diffusa fino a qualche tempo fa, che tendeva a protrarre nel tempo la visione di un Mezzogiorno fermo sui suoi problemi o, al massimo, caratterizzato da lentissimi progressi. Si stanno manifestando interessanti tendenze di sviluppo: investimenti in nuove tecnologie, crescita del terziario innovativo, aumento costante del grado di internazionalizzazione, consolidamento di economie distrettuali sul territorio, sviluppo dei porti, crescita del turismo, miglioramenti in qualità dei prodotti agricoli e agroalimentari. Ne viene fuori la realtà. Cioè un Mezzogiorno in movimento, che cresce.

Che sta producendo un radicale sforzo di cambiamento e di imprenditorialità. A questo sforzo hanno partecipato e partecipano attivamente l’ordine degli Architetti ed i suoi aderenti e questo spiega la mia presenza tesa a testimoniare la fattiva collaborazione che si è espressa in più circostanze. Il sistema bancario, a sua volta, deve nei prossimi anni, saldamente, fare la sua parte. Ed il Banco, che io rappresento, da tempo ha assunto questo ruolo, in particolare quello di essere la sponda finanziaria e tecnica di mercato, sulla quale le forze economiche, politiche e sociali dovranno con più forza poggiare le iniziative di sviluppo che consentano al Mezzogiorno di reggere la competizione europea, che, non dimentichiamo, dal 1° gennaio 2002, con l’effettiva introduzione dell’Euro, diverrà certamente molto più intensa. I fondi dell’Unione Europea sono una grossa occasione per attuare il processo di trasformazione che vede le infrastrutture il sine qua non per la crescita delle altre variabili economiche. Il sistema bancario appare pertanto, oggi e soprattutto in futuro, investito di compiti tali da richiedere una presenza ancora più profonda nel territorio, maggiormente concentrata sulla funzione di creatore e canalizzatore di risorse a vantaggio del settore reale.

E non solo, il sistema bancario non può far mancare questa funzione ma deve lavorare per migliorarla. Va favorito lo sviluppo di occasioni nuove nel mercato. La ricchezza finanziaria delle famiglie, che esiste nel Mezzogiorno, deve poter trovare, in misura molto maggiore, forme di impiego nell’economia delle nostre regioni, per lo sviluppo delle imprese come per lo sviluppo delle indispensabili infrastrutture. Quando, se non adesso, cominciare ad ampliare gli spazi per operazioni di project financing di dimensioni locali, il merchant banking, il venture capital, per l’accesso diretto delle imprese al mercato dei capitali? Se vogliamo davvero veder nascere ancora più numerose le imprese, se vederle crescere e fare investimenti in competitività la strada è questa. E noi la vogliamo percorrere insieme a quanti hanno a cuore lo sviluppo del nostro territorio.

 
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