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l'architettura va in metrò - contributi | Stampa |
Scritto da Administrator   
martedì 01 maggio 2007

attilio iocco - direttore generale Metronapoli s.p.a.

Le stazioni della metropolitana di Napoli sono il risultato della perfetta sintonia tra arte, architettura e urbanistica. Architetti di fama internazionale come Domenico Orlacchio, Gae Aulenti e Alessandro Mendini hanno saputo interpretare i bisogni della città realizzando stazioni che non fossero semplici luoghi di transito, ma un’occasione di riqualifi cazione di interi quartieri, restituendo ai cittadini spazi prima negati. Nel cogliere questa sfi da, Metronapoli ha saputo valorizzare il grande patrimonio che le è stato affi - dato, da un lato promuovendo iniziative culturali e di valenza artistica, dall’altro lavorando in sinergia con l’Accademia di Belle Arti di Napoli per il monitoraggio, la manutenzione e il restauro delle opere d’arte contemporanea presenti nelle stazioni. Per questo Metronapoli saluta con favore il progetto “L’architettura va in metrò” promosso dall’Ordine degli Architetti di Napoli e provincia, consapevole dell’importanza di un costante dialogo con le istanze che provengono dal territorio. I progetti selezionati per l’iniziativa, sono infatti espressione del talento e delle competenze dei giovani architetti della nostra città, a cui Metronapoli ha voluto dare la massima promozione nei luoghi dell’arte della stazione Vanvitelli.

valeria valente - assessore al Turismo, Spettacolo, Grandi Eventi e Pari Opportunità, Comune di Napoli

Le città cambiano. Da quando nascono e poi, a volte, muoiono, sono oggetto di stratifi cazioni, sovrapposizioni, espansioni continue; l’opera dell’uomo muta la morfologia terrestre. A volte dalle strutture delle città si evince non soltanto la storia, ma anche il carattere dei suoi abitanti. Banalizzando, le rigide e pulite linee dell’architettura razionalista nordica ci rimandano agli orizzonti algidi dei popoli nordeuropei, mentre gli ornamenti e gli orpelli delle città e degli edifi ci tropicali inevitabilmente evocano palme e sole, e genti scure di pelle e di temperamento caliente. Considerazioni banali, certo, ma che hanno un indiscutibile fi lo rosso comune: l’antropizzazione incessante, che segna e disegna i luoghi che l’uomo abita. Per questo sono convinta che oggi l’architettura sia fondamentale per caratterizzare le città a seconda dell’idea che di esse abbiamo. Per esempio, la Berlino di oggi, che dal crollo del muro in poi è un unico immenso cantiere che vede all’opera i migliori architetti del mondo, sarà ancora di più una città moderna e scintillante di vetro e acciaio, effi ciente e razionale. Ma quale sarà la Napoli del futuro? Una città stretta tra il mare e le colline, il risultato di secoli di storia ma anche fertile terreno di sperimentazione, crocevia di culture e melting pot mediterraneo? Sarà la città dall’estetica disegnata dagli architetti di domani, una città che già si intuisce dalle opere raccolte in questa bella mostra. Una esposizione che non a caso è allestita in una delle stazioni della Metropolitana dell’arte, un’opera che, una volta fi nita, sarà senza dubbio una delle più belle al mondo. Una sede ideale dunque per ospitare i progetti dei giovani architetti, opere multimediali che hanno eletto il sistema informatico quale moderno mezzo di comunicazione e di grafi cizzazione. Uno sguardo sul futuro e sulla Napoli che verrà.

 
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