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Progetti di qualità per la democrazia urbana | Stampa |
Scritto da Administrator   
mercoled́ 13 febbraio 2008

Si sono conclusi sabato 9 febbraio scorso i lavori del 7° congresso nazionale degli architetti, paesaggisti pianificatori e conservatori, svoltosi a partire da mercoledì pomeriggio a Palermo, alla presenza di delegazioni provenienti da tutti gli Ordini d'Italia, con un'attiva partecipazione degli ordini campani. Il tema di quest'anno era "conoscenza, competitività, innovazione, verso una democrazia urbana per la qualità", slogan che riunisce tutte le battaglie recenti condotte dal consiglio nazionale degli Ordini degli architetti, presieduto da Raffaele Sirica, in vista del fondamentale appuntamento di fine giugno: il congresso mondiale degli architetti di Torino.

Palermo - VI Congresso Nazionale Architetti

 

Conoscenza come formazione continua attraverso la riforma necessaria dei percorsi universitari e l'aggiornamento post-laurea dei professionisti. Competitività come capacità di ridefinire lo status professionale di architetto all'interno dei meccanismi economici, politici e sociali del mondo contemporaneo. Innovazione per mantenere il passo con un sapere tecnologico che si aggiorna ormai ad un ritmo vertiginoso. "Democrazia urbana per la qualità", infine, significa più opportunità di confronto democratico tra progetti attraverso un nuovo impulso ai concorsi di progettazione, per favorire le chance di lavoro per i giovani progettisti e per conseguire l'obiettivo della qualità dell'architettura.

Quest'ultima, tanto difficile da definire quanto necessaria per il nostro paese, è oggetto, tra l'altro, di un disegno di legge che attende da anni di terminare il suo iter parlamentare e che i vertici degli architetti italiani hanno contribuito a stendere, in collaborazione prima con i diversi ministri alternatisi negli ultimi anni: prima Melandri, poi Urbani, quindi Rutelli.

Quest'anno è alle porte un appuntamento di primaria importanza per gli architetti italiani: il congresso mondiale dell' UIA (International Union of Architects) si terrà infatti per la prima volta in Italia, a Torino, tra il 30 Giugno ed il 2 Luglio. Un'occasione, questa, per fare il punto sulla situazione dell'architettura italiana e per individuare finalmente le strategie per rilanciarla, dopo decenni di ritardo rispetto a quella di tutti gli altri paesi sviluppati del mondo. L'incontro di Palermo, dunque, si è configurato come una fondamentale tappa di avvicinamento al congresso mondiale, dove sarà necessario portare all'evidenza del mondo intero, che punterà i riflettori sull'architettura italiana, i rimedi che si intende adottare per guarire i suoi ormai atavici mali. Fitto il calendario degli eventi palermitani. I lavori di giovedì, aperti da un'ampia relazione del presidente Raffaele Sirica, hanno visto la presentazione di un interessante studio del Cresme sul "mercato della progettazione architettonica in Italia", che fotografa impietosamente l'ormai antico paradosso italiano: il più alto numero di architetti e la più bassa qualità dell'architettura contemporanea al mondo.

Quindi è stata la volta di due interessanti tavole rotonde. La prima sui temi della "democrazia urbana per la qualità", condotta da Bruno Vespa con la presenza di Massimiliano Fuksas e dei sindaci di alcune città italiane, ha focalizzato la sua attenzione sulla necessità di stimolare il ricorso da parte delle amministrazioni al concorso di progettazione come metodo democratico di selezione dei progetti di qualità. "La qualità della progettazione del resto - ribadisce il presidente dell'Ordine di Napoli Paolo Pisciotta - è un'opzione fondamentale per la qualità della vita".

La seconda sulla "riforma delle professioni intellettuali", condotta da Mauro Mazza, direttore del Tg2, ha visto coinvolti in un acceso dibattito alcuni parlamentari dei diversi schieramenti. Si attende oramai la prossima imminente legislatura per riprendere l'iter del provvedimento di riforma delle professioni intellettuali, questione che ha visto molto impegnati i vertici degli architetti italiani, alla ricerca di un compromesso alto tra la necessaria riforma dell'organizzazione ordinistica e la salvaguardia di alcune prerogative del mondo delle professioni, sempre più minacciate da un lato dall' affermarsi di nuovi mestieri che non richiedono titolo di studio o abilitazioni, dall'altro dallo strisciante tentativo di equiparare la professione intellettuale all'impresa, implicita in alcuni recenti progetti di liberalizzazione.
Tra venerdì e sabato, poi, presentazione dell' imminente congresso mondiale, dibattito e interventi dei delegati provinciali e stesura e approvazione del documento finale, necessaria base su cui impostare i lavori del prossimo appuntamento torinese.

 
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