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intervista a Marco Di Lello a cura di Clotilde Bavaro Nella proposta di Legge Urbanistica Regionale a cui si accinge a lavorare, proporrà di perseguire un indirizzo di decentramento dei poteri ed uso della copianificazione?
Stiamo lavorando parallelamente a due provvedimenti: il Piano Urbanistico Regionale Territoriale e un testo unico in materia urbanistica, che diventerà la nuova Legge Urbanistica, in cui si tenterà di aggregare tutti i provvedimenti emessi dalla Regione Campania in materia urbanistica. Nel Piano Urbanistico Regionale Territoriale si prevede che la Regione Campania abbia funzione di indirizzo, con una organizzazione a scacchiera aperta, che permetta l’acquisizione delle iniziative avanzate dai Piani Provinciali di Coordinamento. Pensiamo che la gestione del territorio debba essere fatta da chi li vive, gli Enti locali, mentre l’organo regionale dovrà avere una funzione di valorizzazione e sostegno di questi. La Legge Urbanistica sono dovrà essere una legge snella, di pochi articoli chiari e sostanziali, e sufficientemente elastica. Credo in queste caratteristiche perché dovrà essere una legge chiara, che preveda una delegificazione verso i livelli di pianificazione più bassa. Soprattutto bisognerà evitare che le varianti abbiano lo stesso iter odierno, ma si dovranno poter modificare in modo più veloce e semplice, per non avere varianti già vetuste quando approvate. Ci saranno poi dei piani che gestiranno la disciplina diretta del territorio, per i quali si darà un iter di approvazione e variante rapidi. 
Quale organo istituzionale approverà il PRG? Si pensa di delegare l’approvazione dei PRG alle Province, anche se ho delle riserve, in quanto si sono verificati casi in cui abbiamo avute approvate delle assurdità. Si studierà un modo per avere una possibilità di veto per quei casi di gravi incongruenze con la vivibilità e governo del territorio. Come pensa di accorciare i tempi e snellire le procedure per ottenere i vari permessi dagli Enti preposti alla tutela del territorio? Indubbiamente i rapporti con le Soprintendenze sono talvolta conflittuali, e si dovrà trovare un modo per limitare tali incomprensioni al minimo. La creazione di un ufficio unico per tutti i permessi potrebbe essere un utile strumento di semplificazione e velocizzazione. Ci troviamo in situazioni in cui un Piano supera tutto l’iter dell’approvazione, e dopo essere stato approvato, la Soprintendenza blocca tutto opponendo il suo veto. Si cercherà di risolvere questa discrasia? Per superare questi gap si vuole la presenza delle Soprintendenze durante l’iter di approvazione dei Piani e non all’esito, così da non inficiare dei periodi di lavoro delle Amministrazioni Pubbliche. Come pensa di coordinare gli Enti preposti alla tutela del territorio: Autorità di Bacino, Soprintendenza, Ente Parco ecc.? Siamo già impegnati nello studio per la creazione di un organismo unico che consenta ai singoli organi di dare il parere nella stesso momento. Un esempio che mi piace citare, perché riuscito in questo intento, è la Conferenza dei Servizi, attraverso la quale riusciamo ad arrivare a pareri in tempi certi. Nel futuro si arriverà ad avere un comitato unico in cui si possano raccogliere tutti i pareri all’unisono, come dicevo prima, accorciando nettamente i tempi di approvazione degli strumenti di pianificazione. Come vede la presenza del privato nella pianificazione? Per me la presenza dei privati nella pianificazione è molto importante. Non a caso, il 17 e il 18 novembre, durante il convegno sul Piano Urbanistico Regionale, abbiamo invitato anche gl’imprenditori, i costruttori e le parti sociali proprio per ascoltare anche il loro punto di vista. Il privato ha bisogno di tempi certi, però! Anche in materia urbanistica si possono avere tempi certi. Le faccio due esempi: a Salerno, dove si sono approvate due varianti urbanistiche per consentire due importanti investimenti, quello della Finmatica nell’area industriale e quello della multisala nel centro servizi nell’area dello stadio Arechi; a Caserta si è approvata una variante urbanistica per l’insediamento del Policlinico: in questi casi la Regione ha impiegato appena quindici giorni per l’intero iter. Riuscendo con gli strumenti attivati a dare risposte importanti. Nel testo che sarà approntato i nuovi tipi di pianificazione (progetti integrati, PRUST, PRU…) continueranno ad essere delle varianti, o avranno valore di strumenti urbanistici veri e propri? Nel futuro della pianificazione questi avranno un valore autonomo. A tal proposito, abbiamo in programma di investire i duemila miliardi a nostra disposizione in Programmi di Recupero Urbano e Programmi Integrati, così da realizzare sviluppo e recupero senza appesantire il territorio già saturo di altri manufatti edilizi. Il primo provvedimento in questo senso, il recupero dei sottotetti, è stato varato la scorsa settimana in Consiglio Regionale. Come si pone rispetto alla pianificazione strategica? Nel prossimo futuro sarò attento in materia durante i confronti con gli Ordini Professionali ed il mondo accademico, per poi prendere iniziative in questa direzione. |