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la regione campania tra pianificazione e nuova legislazione urbanistica | Stampa |
Scritto da Ermelinda Di Porzio   
mercoledì 10 gennaio 2001
Dai primi atti della nuova amministrazione regionale appare ben chiaro l’obiettivo di portare la Campania a giocare un ruolo importante sullo scenario nazionale ed internazionale. Del resto i processi in atto di globalizzazione dei mercati ed il consolidarsi dell’unificazione europea stanno spostando la competizione dagli stati nazionali ai livelli regionali, comportando una riorganizzazione in senso federalista che vedrà sempre più le regioni coinvolte nei processi decisionali dello stato e soggetto autonomo di governo dei territori di competenza. Diviene urgente, se si vuole sostenere la sfida, ridefinire l’assetto regionale, sul versante legislativo e normativo e sul terreno della pianificazione strategica, creando le condizioni per dare una forte accelerazione ai processi di sviluppo sostenibile, valorizzazione e salvaguardia attiva del territorio, cogliendo l’opportunità offerta dalla Comunità Europea attraverso il POR Agenda 2000-2006. Occorre recuperare i forti ritardi accumulati offrendo alle realtà locali ed imprenditoriali la possibilità di realizzare gli interventi programmati, nel rispetto dei valori ambientali e culturali, superando i lacci e lacciuli imposti da una visione del territorio cartacea, astrattamente vincolistica e gerarchica che rallenta e spesso blocca i processi di sviluppo senza impedire, peraltro, alla Campania di mantenere anche per il 2000 il triste primato di regione con il più alto tasso di abusivismo edilizio. Ben conscio della situazione l’Assessore regionale all’urbanistica Di Lello ha promesso per i primi mesi del 2001 il testo unico della nuova Legge urbanistica, alla cui stesura sta lavorando un gruppo di esperti (ci auguriamo che tra gli esperti ci siano anche urbanisti che possano portare l’esperienza di chi opera sul territorio oltre che della cultura urbanistica più recente), e nel contempo ha presentato una prima bozza preliminare definita di “transito” (consultabile sul sito Web della regione Campania) del Piano Urbanistico Territoriale Regionale. PUT che si configura come un piano di tutela che assorbirà i piani paesistici (finalmente) in applicazione del testo unico dei beni culturali ed ambientali, il Dlg 490/99, ma vuole anche essere un documento di opzioni territoriali ed indirizzi che fungano da norma di comportamento pur nel rispetto delle competenze delineate nella L. 142/90 e della collaborazione e cooperazione istituzionale. Essenziale quest’ultimo aspetto considerato che, nonostante le difficoltà date dalla mancata definizione delle competenze e da un quadro legislativo antico e bloccante, nelle nostre province e città piccole e grandi si è operato negli ultimi anni (ampia ed illuminante esposizione di tale attività si avuta nel corso della prima R.U.R. organizzata dall’INU Campania), pur con risultati più o meno positivi e secondo indirizzi spesso molto diversi loro, costituendo un patrimonio di idee ed esperienze di cui è necessario tenere conto.
 
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