|
intervista a Guido Riano a cura di Clotilde Bavaro A che punto sono i lavori dello studio per il PTTCP? I lavori sono cominciati alla fine del ’98, si è giunti ad una bozza preliminare di programma nel marzo ’99, quando è stata presentata al Consiglio provinciale, in seguito sono state avviate le consultazioni con le parti sociali, le Università, Associazioni Ambientaliste, Enti. Prendendo in considerazione le osservazioni presentate e i suggerimenti, è stato pubblicato il Progetto Preliminare. C’è una prima parte che riguarda il ruolo che la Provincia dovrebbe avere oggi, alla luce anche della 142, una parte di conoscenza del territorio, infine le strategie di intervento. Il programma definitivo è stato completato nel ’99 ed è stato rivisto dopo i Piani Straordinari delle Autorità di Bacino. E dai primi giorni di dicembre avvieremo una consultazione con tutti gli Enti, sperando di avere l’adozione e l’approvazione nel febbraio del 2001.
Quali sono i contenuti principali del PTTCP? Su questo c’è un ampio dibattito che si sta sviluppando in Italia, in quanto questa è la prima generazione di tali piani e non c’è una letteratura di riferimento, però l’applicazione della 142, riletta dopo le modifiche e gli aggiornamenti legislativi, ha condotto ad una riflessione sul tema. Abbiamo inteso dare a questo Piano un contenuto di programma Strategico quindi accanto ad una disciplina di uso del territorio, per quelle che si dicono invarianti, deve definire quali sono gli elementi di difesa, di promozione del territorio, per i quali il Piano prevede attuazione attraverso strumenti di concertazione, di copianificazione e di attuazione attraverso la programmazione economica, ritenendo che il Piano non debba essere un vangelo, né un disegno sulla carta, ma una guida flessibile delle azioni che possono creare reali processi di pianificazione sul territorio. Il Decreto Legislativo 112/98 ha dato al Piano Territoriale di Coordinamento anche il valore di Piano della difesa del suolo, delle acque, dell’ambiente e del Paesaggio, riassumendo nel Piano Territoriale di Coordinamento anche i Piani Paesistici, i Piani di difesa del suolo, i Piani dei parchi. La realizzazione di quest’obiettivo è un terreno ancora tutto da esplorare perché in attesa prima dell’Ente di riferimento, la Regione, oggi presente nella riforma, stiamo avviando la costruzione dell’intesa. Uno dei momenti che già è in atto è la revisione delle norme sulla perimetrazione dei parchi regionali, che di fatto oggi sono congelate dopo la sentenza della Corte Costituzionale fatta su un ricorso di un Comune. Visto che non c’è una legge che riguarda l’approvazione dei PTTCP, Lei cosa si aspetta che la Regione faccia? Intanto c’è la legge nazionale 1150/42 che istituisce i Piani Territoriali che, in qualche modo, regolamenta anche la metodologia di approvazione. Allo stato se la Regione non dovesse legiferare in tempi brevi io chiederò l’applicazione dell’art.5 della 1150/42, quindi adozione, pubblicazione e approvazione da parte della Giunta Regionale, in quanto il Piano Territoriale Provinciale è un Piano Territoriale. Indubbiamente l’approvazione della Legge Regionale faciliterebbe le procedure quindi ci aspettiamo dalla Regione Campania una legge immediata, perché in attesa della Legge Urbanistica Regionale che, anche se in tempi brevi, il dibattito sulla Legge Regionale Urbanistica sarà lungo e complesso, quindi noi chiediamo di avere una leggina di pochi articoli, che si può portare in Consiglio Regionale immediatamente per la rapida approvazione dei Piani Territoriali di Coordinamento almeno dei due, Napoli e Salerno, che sono in dirittura di arrivo sperando che le altre Province si adeguino. Come accoglierebbe la delega da parte della Regione per l’approvazione dei PRG? Noi l’abbiamo chiesta, appellandoci al Decr. Leg. 112/98 che prevede il passaggio dalle Regioni alle Province di una serie di competenze, alcune Regioni non hanno adempiuto e sono state in qualche modo surrogate dallo Stato col Decr. 96/99. Nel testo adottato dalla precedente giunta regionale insieme all’approvazione rapida del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale c’era anche il totale passaggio della delega in materia urbanistica alle Province, pensiamo che anche questo possa essere fatto in tempi brevissimi e debba essere fatto, perché non ha più senso che la Regione esamini Piani che per loro natura devono essere semplici, snelli e adeguati alla pianificazione diretta del territorio. Come intende gestire il rapporto Provincia-Regione relativamente ai PRG, nel momento in cui la Provincia avrà delega di approvazione? Una volta che la Regione approva il Piano Territoriale di Coordinamento, che ha tre caratteristiche: è un piano unico sovracomunale, che elimina i troppi piani e il poco governo sul territorio che c’è nella provincia, è un piano che deve dare indirizzi alla pianificazione comunale, in fine è una guida per i comuni nell’affrontare i progetti programmatici legati ai finanziamenti, siamo intenzionati a collaborare con la Regione, siamo in piena intesa col Consiglio Regionale, al di là della natura politica, sulle intenzioni. Abbiamo preso atto che l’avvio della discussione su un Piano Urbanistico Territoriale Regionale da parte della Regione Campania sia stata una necessità per cominciare a riflettere sull’argomento, più che una volontà di fare un Piano Territoriale Regionale che non serve, e sul quale saremmo contrari perché sarebbe un altro piano che sovrappone in scala sbagliata che tante regioni hanno abbandonato. Riteniamo che la regione debba avere un ruolo forte di coordinamento per le Province, di surroga nei confronti delle province che non si attivano e di accompagnamento per quelle province che sono già avanti. |